piumedifarfalla

Scrivere, pensare, comunicare

Leonardo.it si è aggiornato. Ma proprio in questi giorni doveva farlo??

Leonardo.it si stava aggiornando e l'Italia cambiava senza che io potessi dire nulla! Va bene, ormai ci si abitua a tutto.

Ieri ero in centro a Bologna e sono riuscita, unica penso in tutta la città a girare attorno ai cortei e a non riuscire a incrociarli.Mi scappava da ridere alla fermata dell'autobus che non arrivava ascoltando i commenti delle persone che parlavano di scontri con la polizia e di lotte.

Come a dire che la realtà è quella che viviamo. Ci sono persone quindi che non si sognano nemmeno di preoccuparsi per questa riforma Gelmini che non li riguarda nemmeno alla larga. Passa per altre strade e non li coinvolge. In troppi pensano che l'istruzione sia solo una questione di grembiulini e maestro unico. Un'amica mi ha detto che va benissimo togliere tutti 'sti maestri, che per insegnare le cose elementari ne basta uno. Ma la pluralità? Poi mi dice che i suoi nipotini sono molto diversi dai suoi gli da picccoli. Grazie, il tempo non è passato solo sui nostri visi, ma anche nella società e sui bambini sempre diversi di generazione in generazione.

Ieri ho seguito Annozero. Ricercatori in cantina e baroni con intere facoltà per parenti e amici. Ora se non si fa ricerca "libera" si può inventare Frankestiain e lasciar perdere le molecole di alcune medicine di uso universale.

Come gli studi sui semi di grano OGM che stanno uccidendo l'agricoltura nel mondo perchè sono BREVETTATI o certe medicine che non arrivano in Africa perchè costano troppo, ma in realtà costano pochissimo. Non farebbero fatturato. O come certi studi sulle staminali o simili che darebbero speranze per malattie rare , ma non vengono finanziati.

Comunque adesso si passa al referendum abrogativo.

Aggiornamento

1)Famiglia Cristiana ha detto che sarebbe opportuno che il governo ritirasse il Decreto Gelmini. Si sa che Famiglia Cristiana non  è un giornale vetero comunista, ma a quanto pare sta diventando più estremista della sinistra :-))

2) Ho trovato un blogger che ha calcolato la capienza del Circo Massimo di Roma : può ospitare 252.000 persone.

Quelli di sabato non saranno stati  duemilioniemezzo, ma nemmeno quelli di Belusconoi dell'altira volta, nè quelli che hanno festeggiato lo scudetto della Roma, nè nessuno di quelli che hanno manifestato lì il loro dissenso. Ma il numero dei dissenzienti cambia il concetto di fondo? No. Ma ora siamo sicuri, da oggi in poi nessuno potrà barare, In questo continuo negare l'evidenza mi sembra un buon fatto.

Freevillage.it:La capienza del Circo Massimo di Roma 

Settimana Incom

Sarà una settimana importante, con la legge Gelmini in approvazione e lo sciopero della scuola venerdì.

La manifestazione di sabato  a Roma, pare non abbia mosso di una virgola il pensiero del Governo, d'altra parte farebbe fatica a dire ok vi daremo ascolto. Per ascoltare gli altri ci vuole umiltà, che qui non c'è.

Spero che invece ci sia qualche dissenso, che anche a destra si rifletta sul fatto che fare braccio di ferro con  l 'opposizione non conviene. Sul Corriere un articolo di Sergio Romano che appunto invita il Governo a tenere conto del dissenso. 

Lo scontento aumenta e il consenso diminuisce. A chi fa la spesa credo irriti molto pensare di averlo votato  il governo che non fa una politica per contenere i prezzi  e difende solo le banche o le compagnie aeree. Come pure tutti coloro che in questi giorni sono andati in cassa integrazione o mobilità per il lavoro che non c'è più a causa della crisi, oppure stanno perdendo la casa perchè non hanno i soldi per pagarla. Un cerchio infernale in cui , forse ascoltare gli altri può servire. Ma vedremo.  

L'articolo 

Sospeso da Amici perchè ha insultato una prof:i commenti dei lettori

Eccola qui l'Italia che guarda la tv delle veline  dei reality e che commenta la sospensione di un concorrente di Amci che ha insultato una prof definendola p... e dopo ha pure cercato di dare la colpa agli altri. Leggere i commenti e capire che cosa non funziona nella società: il rispetto degli altri. La prepotenza fomentata dagli indici di ascolto. Come dire che che se ci mangiamo una merendina o un cioccolatino pubblicizzato ci ingoiamo anche una parte della maleducazione della tv cafona, perchè vende. Meglio restare a dieta e leggere un libro o anche scriverlo, perchè no. Non si sa mai. 

Da libero.it 

"Non pagheremo noi la vostra crisi"

Lo sloga dei giovani contro questa riforma Gelmini è molto chiaro e sintetico: i tagli alla scuola servono per pagare crisi economiche nate da speculazioni e da un cattivo governo della cosa pubblica.

Le borse calano rovinosamene dopo l'aiuto dato dai governi, nonostante l'aiuto dato dai governi. Meglio parlare di occupazioni, polizia, estremismo che fa sempre ascolto e parla alla pancia dei benpensanti, altrimenti piangenti sulle loro speculazioni andate in fumo. Mi sembra che gli studenti siano molto autonomi nel loro pensiero e non si possano inserire in categorie precostituite. L'articolo su Repubblica mi pare interessante per conoscere le loro motivazioni  e le loro mosse. Ieri sera ad Annozero nemmeno il deputato Leghista sapeva bene come funziona il tempo pieno e il Tempo modulo. Al colmo dell'arroganza ha tacciato una madre di indottrinamento. 

Possibile che ora se uno riesce a pensare con la sua testa e riesce a leggere un decreto legge sia indottrinato? Dobbiamo pensare tutti come chi ci sta governando ( tra l'altro non sono d'accordo nemmeno fra di loro!) Ma si pensa proprio che gli italiani siano il popolo bue, che vive solo per giocare al superenalotto e per guardare le veline? Meno male che ci sono donne come quella madre che ha dato una lezione di stile all'arrogante deputato, ignotante e razzista.

Un altro articolo di Curzio Maltese sui giovani, da leggere per conoscerli.  

Polizia, educazione e futuro

L'altra mattina al bar ho incrociato una signora che mi ha detto che per lei il maestro unico è una bella cosa e e che anche per i bambini è meglio avere una persona sola di riferimento anzichè tre o quattro. Poi tanto il tempo pieno restava e anche tutte le altre attività. Non avevo tanta voglia di rispiegare tutto, mi sento così offesa dall'atmosfera di pregiudizio che circonda noi insegnanti, peggio che per le puttane e i loro clienti, che non ho nemmeno più voglia di mettermi a spiegare niente. Le ho solo detto che questa riforma è un bel pacco a sorpresa per tutta l'Italia, ma gli italiani se ne accorgeranno troppo tardi.

Ogni giono si apprendono pezzi e spezzoni di un progetto che appare un collage senza arte nè parte, se non il mero risparmio economico e la privatizzazione. Di quello che c'è veramente dentro e di come sarà nel futuro la nostra scuola non se ne sa nulla, se non le poche righe del decreto legge. Eppure questa sera salta fuori che contro le occupazioni mandano la polizia, peggio che al G8 del 2002. Sì la polizia contro i Gomiti, i Magnifici quattro e Harry Potter, con le matite in mano a difendere una delle scuole migliori nel mondo.( Sarà per questo che vogliono demolirla, gli ruga che abbiamo qualche eccellenza?)

Intanto ahanno istituito le classi differenziali per gli stranieri che imparerebbe l'italiano in classe con altri compagni che parlano sei o sette lingue differenti. Alla faccia dell'integrazione! Io manderei anche qualche ragazzino italiano con i loro genitori che ne avrebbero bisogno. Dal sud a nord, avete mai sentito parlare un bergamasco?

intanto il tempo pieno non c'è più e nella legge lo ammette a richiesta e secondo la disponibilità economica dello Stato. Quindi lo tolgono. i bambini resteranno a scuola con servizi pagati dai genitori ( mensa, attività diverse ecc).

Si parla anche di essenzializzazione dei saperi, togliere il superfuo. Per forza in 24 ore e ne togli tre di inglese e due di religione e ti restano 19 ore alla settimana se si insegna a leggere , scrivere e a far di conto è troppo. Basta dirà qualcuno e avanza, se ci si riesce. Con 28 o 30 bambini, se poi la mestra ( perchè tanto siamo tutte donne) ci riesce è brava. Anche un poco nervosa, forse, da sola con i bambini  di oggi, uno stipendio da fame e i genitori sempre pronti a denigrare. 

Delle superiori non parlo, sono stanca già del mio figurarsi avere il problema in tutta la sua dimensione.

Dati certi: maestro unico, scuola a 24 ore la settimana, voti, grembiulini e polizia nelle scuole occupate. Se questo è il futuro, perchè tanta nostalgia del passato che era identico? Dimenticavo il libro di testo adottato per cinque anni senza poterlo cambiare. E se è una ciofeca? Te lo tieni! Ci sarà la foto del Berlusca in prima pagina o della Gelmini? 

Lo Stato di crea la scuola che gli serve, ma questa scuola a che serve così? 

Nuvole e sogni

Vorrei dormire, avvolgermi dentro una coperta di piume,

calda, come un pomeriggio di agosto al mare.

Intorno a me tutto frulla,  rotola, incombe.

Si sfrangia, si rompe e non resta nulla di ciò che era prima.

Guardo i frammenti dei  pensieri e del  quotidiano,

cerco risposte che non trovo nelle pagine

dei mei giorni che scorrono, diversi,

opposti,

sgradevoli come il rumore di carta smerigliata.

Eccomi allo scoperto, in attesa di un futuro che non c'è. 

Dormo e resta l'attesa, oltre i miei desideri 

 

Luce azzurrognola ( racconto)

Ancora tradimenti, nascosti e consueti. 

 

Luce azzurrognola (2003)

La sera è livida e il tramonto si fa bianco scomparendo nelle sfumature nere della notte e del buio.
 La stanza è vagamente illuminata dalla luce azzurrognola di un televisore acceso. Nella piccola cucina il tavolo riempie quasi tutto lo spazio ed è apparecchiato per tre. Nell’aria permane il sentore di una pietanza abituale, ricordo dell’infanzia della donna seduta  a tavola, mentre dall’altro lato il piatto vuoto racconta di una visita mancata. A capotavola siede un uomo  non giovanissimo, scuro di carnagione. Con la forchetta afferra piccole quantità di intingolo accompagnandolo con il pane mentre osserva lo schermo televisivo. Il silenzio avvolge la coppia, mentre il suono metallico dello schermo racconta l’ennesima giornata di fuoco e fiamme nel mondo.
La giornalista televisiva, intanto, conduce l’appuntamento serale con la serietà e la  capacità di sempre . L’uomo, per la prima volta, ne osserva i capelli biondi,lunghi, il sorriso splendente e gli occhi azzurri. Un brivido lo percorre, Stessi occhi e stesso sguardo di Giò, la bellissima donna che ha incontrato in palestra,  con cui ha incrociato  lo sguardo per un momento. I suoi muscoli si sono gonfiati di colpo e tutto il movimento della palestra gli è sembrato molto più interessante. Lei arrancava con il viso sudato e le gote rosse dietro un foglietto  con gli esercizi. Si è avvicinato per indicarle quale delle macchine poteva utilizzare. Giò, si era presentata ridendo e sempre con il sorriso sulle labbra aveva continuato la sua fatica. L’uomo, Umberto,  aveva seguito il suo peregrinare fra una macchina  e l’altra, facendosi trovare alla fine del percorso davanti alla macchina delle bibite. Si era presentato e lei inaspettatamente gli aveva allungato un bacio sulla guancia ringraziandolo per l’interessamento. Domani ci sarà un’altra sessione di palestra e Umberto si sente molto felice.
Tace  mentre sottecchi osserva Rosa la sua compagna che, con un ciappo nei capelli e avvolta nella storica tuta della Virus, sbocconcella il pane seguendo lo schermo televisivo. Perché non si fa bionda? Perché indossa sempre quella terribile tuta  da ginnastica ormai bucata e sformata? In lei tutto è consuetudine, certezza. Prendi il profumo, sempre e solo la colonia inglese, mai qualcosa di sfizioso come quello di Giò. Solo a pensare a quel profumo si anima e lo prende un languore sconosciuto da tempo. Le pare così sciapa la sua donna, con le occhiaie e le mani ruvide di bucato. Sempre la solita pietanza.  Non è la prima volta che si distrae con qualche donna occasionale. Gli pare di rendere il suo rapporto più intrigante e vivibile.
Il suo sguardo continua  a circolare attorno alla giornalista sperando  di individuare un segno del reggiseno. La bretella non si vede, ma la scollatura mette in evidenza un seno prosperoso e sodo, come quello di Giò. Il pensiero ormai si ferma attorno a Giò. Domani potrebbe aiutarla con i pesi oppure potrebbe chiederle di prendere un aperitivo dopo la palestra. Ne rivede il corpo sodo e tonico, le gambe lunghe e lo afferra un desiderio terribile. Non le ha lasciato alcun numero di telefono o recapito. Peccato, ma nella mente resta ferma la fotografia di una tuta nera aderente e scollata  che l’ avvolge come una seconda pelle. Da togliere.

Mentre sbuccia la mela lo sguardo di Umberto ricade su Rosa che, ignara, si serve un altro poco di seppie con i piselli. La rivede anni prima  con il caffettano rosso, sulla spiaggia di Riccione, giovane con lo sguardo fiero di chi ha appena ritrovato la libertà da un altro rapporto sbagliato. La rivede con i capelli al vento e gli occhi neri pieni di gioia. Lui ha provato lo stesso languore nello stomaco e l’ha fermata. Due chiacchiere e una storia di mare piena di tramonti sulla spiaggia e  notti sotto le stelle. Dov’è quella Rosa? Dove si è persa?
La giornalista televisiva intanto introduce un servizio su alcuni giovani volontari che sono andati in Kasmir a soccorrere la povera gente travolta dal terremoto. Il capo della comitiva ha i capelli lunghi leggermente brizzolati e lo sguardo allegro, nonostante  la devastazione che ha attorno. Rosa ferma la mano, con il pezzetto di pane che ha intinto, a mezz’aria. Poi velocemente lo mette in bocca e mentre il servizio continua  cerca ancora con lo sguardo il capo comitiva. Uguale a Mario, il suo nuovo collega. Un gran bell’uomo, tonico direbbe la sua amica Marta. Rosa ha ancora nelle orecchie il sussurro che, quella mattina davanti alla macchinetta del caffè, l’ha distolta dal solito breack. A lui piace con molto zucchero, dolce come lei. Lei era arrossita e si era nascosta in ufficio ,con la testa dentro la cassettiera. Con sua sorpresa aveva ricevuta una e-mail interna. Unico dato un numero cellulare. Ancora più confusa aveva trascritto il numero lo aveva invitato a lasciarla stare. Lui le ha risposto che avrebbe obbedito fino alla pausa pranzo.
Il bacio che le aveva strappato nella stanza della fotocopiatrice era stato emozionante. Da quanto tempo  Umberto non stringeva con tanta passione? Si era sentita di nuovo desiderata e piena di fascino. Mario era un uomo molto attivo, discreto e seduttivo con il viso vissuto e gli occhi ridenti, sempre allegro, con la battuta pronta.
 Rosa osserva sott’occhi Umberto e per la prima volta ne nota il profilo appesantito e il corpo ingrassato, nonostante la palestra. Un uomo ormai  sicuro, solito, che non si toglie mai i calzini, direbbe la sua amica Marta. Noioso per quella sua mania di fare tutto in modo così preciso, mai spendere una lira, mai andare al cinema, mai un amico. Solo lavoro e palestra. Un uomo sicuro  del suo mondo. Molto differente dal randagio raccolto sulla spiaggia di Riccione. Era stato abbandonato dalla moglie, solo, senza una casa e quel figlio che non vedeva mai.  
Si erano messi insieme quasi subito, lei voleva una storia entusiasmante dopo tanta sofferenza a causa del primo marito. Lui cercava un nuovo nido. Già, accudimento e calore, perché gli uomini cercano solo questo? E quando lo raggiungono diventano interessanti come un film di Durer. Rosa ripensa alla loro intimità. Non basterebbe il Kamasutra a rinvigorire ciò che la natura ammoscia. Chissà se con le altre è così? Lo sa bene che  la tradisce di tanto in tanto, ma non vuole nemmeno prendere lo sfizio di parlargliene
  Lo osserva ancora mentre scorrono le immagini di un omicidio. La moglie ha assassinato il marito che la tradiva con la commessa del supermercato. Ha usato il veleno.

-La gente è strana- esclama Rosa- basterebbe rendergli le corna anziché andare in galera!
   
La sua mano si infila sotto la tuta ormai consunta e mette a posto la bretella di un bellissimo reggiseno comperato quella stessa sera all’uscita dal lavoro. Domani è un altro giorno, mormora osservando Umberto che, in ciabatte, si avvia verso la sua poltrona preferita.

Filosofia a otto anni

-Come mai non mangi?-

-Non mi piace.-

-C'è troppo pomodoro sulla pasta?-

-Noo, è il tonno che è troppo! Anzi c'è troppo pomodoro e troppo tonno.-

Pacco a sorpresa.

Mi ricordo che da bambina andavo alle giostre, adoravo i piccoli circhi con un leone splelacchiato e l'atmosfera on de road dei gitani. Mi piaceva l'idea che una persona non avesse radici, legami con il territorio e possedesse un lavoro che lo lasciasse libero di viaggiare. Ero piccola e sognavo. Non avevoo percepito la mia differenza di piccola contadina rurale arrivata in città da poco tempo nè avevo percepito la differenza del mio linguaggio così intriso di influenze dialettali cancellate dal severo monito di parlare solo italiano. Mio nonno che amava la città e la campagna nello stesso modo, tanto che aveva continuato a potare alberi e a seminare fiori presso il Seminario della città, mi accompagnava a vedere il leone, le scimmie e lo spettacolo. Alla fine non mi piaceva, lo trovavo triste per quei poveri animali costretti a vivere in prigione, per permettere ai loro padroni di avere la libertà.

C'era sempre il tiro a segno o il tiro al collo della bottiglia che ti permetteva, dopo lo spettacolo di spendere ancora soldi sognando bambole e pupazzi incredibili.

Adoravo la pesca del pacchetto misterioso. Nei momenti di attesa sognavo anelli preziosissimi e collane d'oro puro da portare alla mamma, o semplicemente i guanti di pelle, per i suoi geloni.

L'attesa spasmodica era pari e quella dell'apertura delle uova di pasqua .

Il Parlamento e l'Italia ora sono così, in attesa che il pacco finalmente si apra e si scopra che cosa contiene. Come nella sorpresa dell'uovo, solitamente miserrima e inutile, aspettiamo la sorpresa della riforma Gelmini.

Il pacco sembra piccolo e rovinato in più punti, incartato con vecchi giornali trovati in cantina dove spiccano foto di alunni in grembiule e il severo cipiglio di un unico maestro che spesso li osserva girato di profilo. Vecchie foto ormai ingiallite, c'è anche qualche immagine delle classi del '39 tutti alti biondi e belli. Allora in Italia c'erano solo gli africani eritrei, e gli ebrei, nascosti non so dove, oppure i figli delle donne mandate a divertire le truppe e tornate con figli non sempre di pelle bianca.

Nel pacco potremmo trovare anche le classi speciali per gli extracomunitari, come propone la Lega, i diversamente abili, i più lenti, i meno svegli, i più vivaci, i più originali, i più allegri, i meno studiosi, i più poveri o i più ricchi. Ogni bambino una classe a sè. Separati dall'intolleranza che prima o poi si rivolterà verso chi la propone.

Non mi piacciono più i pacchi, nemmeno alla televisione perchè trovo siano sempre molto, troppo deludenti.

 

 

 

Biscotti al cardamomo ( racconto)

Biscotti al cardamomo

Il cardamomo è una spezia molto costosa, usata nei dolci e con la carne. Ha un sapore molto particolare amarognolo e intensissimo.


Ingrid afferra il pacchetto, saluta frettolosamente la farmacista che l’ha appena servita e si avvia verso casa. Lungo il cammino guarda l’orologio un paio di volte. Ha fretta, non può permettersi di mandare all’aria il suo piano per mancanza di tempo.
A casa, si lava le mani e inizia a preparare i suoi famosissimi biscotti al cardamomo, per il marito che nel pomeriggio sarebbe volato a Monaco.
Nella ciotola gialla mette 200 g di burro che lavora con 250 g di zucchero fino a renderlo cremoso, aggiunge il tuorlo  e l’uovo intero e, poco a poco, i 200 g di farina di riso e i 100 g  mandorle tritate finemente. Continua a mescolare con la frusta a mano fino ad ottenere un impasto soffice ma solido nello stesso tempo.
Versa nel tegame scaldato un pugno di baccelli di cardamomo e attende che si aprano scoppiettando. Raccoglie i semi verdi dentro il mortaio e  pesta energicamente, quasi pensando di  ridurre in polvere il viso di qualcuno. La stanza si  riempie del fragrante profumo amarognolo  e di menta della spezia.  Chiude gli occhi aspirando profondamente. Le ricorda il viaggio in India, anni prima, quando l’armonia regnava ancora  nel suo matrimonio. Camilla, la segretaria con cui lui la tradiva era lontana nel tempo e nello spazio.
Aveva scoperto la verità  da un  banale foglietto, scivolato dalla tasca dei pantaloni come nelle peggiori telenovele, con orari e mete di un incontro.
Riprende l’impasto, ne fa una palla e l’avvolge nel canovaccio per farla riposare un’oretta.
Appena disposta la pasta sul tagliere, il  marito Corrado le telefona informandola che avrebbe portato anche Camilla, la sua segretaria a Monaco, per concludere l’affare che, a suo dire, avrebbe risollevato l’ azienda.
Ingrid, irritata dall’informazione, afferra una bottiglietta, versa metà del liquido sulla pasta, ricominciando ad amalgamare il tutto mentre canticchia Tu sì na mala femmina.
Riforma la palla e  va  a fare un bagno ristoratore.

Il pranzo  preparato con molta cura  lo conclude  porgendo al marito un piatto di biscotti al cardamomo che tanto gli piacciono.
Lui, sorride, e dopo averne mangiati a sazietà, mette i rimanenti in un sacchetto che infila nel troller già pronto all’entrata. Gli avrebbe fatto piacere ritrovare l’ aria di casa al termine della terribile contrattazione che lo aspettava. Bacia la moglie e parte per tornare dopo quattro giorni, con in contratto  in tasca. Sorride.

L’indomani mattina Ingrid  è svegliata dallo squillo del telefono.
Corrado, con voce tremula e nervosa la informa di avere dei crampi tremendi già dall’aereo. Per tutta la notte è  stato male, praticamente sempre in bagno. Le chiede il nome di un medicinale. Ingrid ammette di non conoscere le medicine per il suo tipo di malessere.
 D’altro canto sicuramente la situazione  si sarebbe risolta entro la serata, perché sarebbe stato complicato andare alla riunione in preda agli spasimi e alla ricerca perenne di un bagno. Comunque poteva stare tranquillo, che al limite c’era il medico dell’albergo.
La richiama  nel pomeriggio. Sta sempre malissimo con dei crampi terribili, come mai aveva avuto. Il medico dell’albergo ha detto che per tre, quattro giorni  non sarebbe stato in grado di fare nulla, anche prendendo alcune medicine. Il suo livello di disidratazione è molto elevato, ma non grave. Un disturbo comune in  viaggio, aveva concluso. Corrado sospira, e si lascia scappare un : Proprio ora!, Non ci voleva!!-
Ingrid lo immagina bianco, sudato e sofferente, intollerante a ogni minimo rumore, scostante e nervoso, come sempre in caso di ogni piccolo malanno. Immagina Camilla, nervosa, che gli tiene la testa mentre lui  si lamenta, torcendosi le dita per il week end sfumato da una banale dissenteria.
Ingrid  si sente improvvisamente allegra.
-E Camilla come sta?- dice  cortese.
-Bene, bene, per fortuna, lei non ha nulla-
-Meno male! Potrà parlare lei con i tedeschi e concludere l’affare.-
-Già.- Silenzio - Ho trovato i tuoi biscotti al cardamomo. Ma non li ha voluti assaggiare. Non le piace il cardamomo, sa troppo di spezie-
-Peccato, la prossima volta li farò allo yogurt, solo per lei.- dice Ingrid materna.
Ripone il flaconcino con la scritta Guttalax nel cassetto della farmacia e si mette alla ricerca della ricetta dei biscotti allo yogurt, per la prossima volta.

Pinocchio al ministero della distruzione

Ecco a confronto le  parole della Gelmini e i fatti della Gelmini. Se questa è democrazia....

Gelmini a Patrignano 

Sulla Tecnica della Scuola  ( Giornale tecnico dell'amministrazione scolastica)

 

Stanno nascondendo i fatti, dietro codicilli e cambiamenti di nome. Si vergoga persinolei di ammettere come stanno realmente le cose , che è tutto dire! E l'autonomia delle regioni, il federalismo? Parole, parole, parole...

Filosofia a otto anni: effetto Gelmini 1

-Maestra ho finito il compito.-

-Bravo. Adesso lo correggo.-

-Spero di averlo fatto bene. l'ho fatto tutto da solo.-

-Ottimo, ma perchè non vieni più a parlare con me come facevi lo scorso anno?-

-...-

-Ha paura di prendere cinque in condotta e di essere bocciato.-

 

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Lavori in corso

Non sto zitta perchè non ho nulla da dire, ma sto lavorando, in quella che si chiama la vita reale.

Sulla scuola naturalmente e sul decreto Gelmini, sui voti, e sul maestro unico.

Iri sera sembrava di essere dal commercialista: a ogni giudizio un range di voti da qui a lì, da dare su prove certe.

Restano incerte le interrogazioni, i i compiti di italiano, tutto quello che, a parte due più due, non si può misurare. Il generale della scuola.

Tutti a seguire il ragionemento tra un più e un meno e in mezzo? Il voto mezzo. E a dire che non c'è differenza, che in fondo non è la cosa più preoccupante. Lo zoccolo duro, i favorevoli , portavano avanti le loro tesi. Una ad un certo punto dice che non si può dare un quattro a un bambino di prima e io le rispondi che se è questo che vogliono io lo darei ( nei fatti non è vero, volevo provocare le granitiche certezze della signora valutazione) Poi è cominciato il distinguo, ma io farei così, io farei cosà e alla fine salta fuori che se la legge è legge non si può svicolare. Andiamo a prendere le circolari applicative.

Oh! Cielo, non ci sono. Nessuno ha detto come fare nella pratica a stravolgere la scuola e a confondere i genitori e i bambini. Anche lo zoccolo duro ha dovuto ammettere che non c'è uno straccio di indicazione oltre la paginetta pubblicata sulla Gazzetta ufficiale ( sarà stato il fax di Tremonti alla Gelmini?) . Che si fa? Finalmente si alza qualche protesta contro il decreto, finalmente viene fuori la frustrazione e la rabbia di veder cancellato il lavoro serio e importante di tanti anni di lavoro. Finalmente i più giovani, i precari e quelli che hanno pochi anni di servizio si mettono lì a scrivere un documento comune, appoggiati da tutti noi. La strada è lunga, ma speriamo che qualche cosa si muova.Perchè loro, con il maestro unico saranno fuori dall'anno prossimo.

Intanto Brunetta dice che i prof guadagnano troppo, perchè lavorano poche ore. Sarà che lui se ne intende e molto visto che ha tre o quattro incarichi e non ha ancora il dono dell'ubiquità.

Vorrei lanciare una campagna di raccolta firme per controllare la presenza dei deputati al parlamento.

Ma ,come dice una collega, qualcuno li ha votati, diventando rossa bordot. Se ne sarà pentita?

C'è chi dice no

 

Per saperne di più 

Aglaia Viviani " Corpo a corpo"

 Nel mio blog letterario ho pubblicato una poesia di Aglaia Viviani molto bella. Da leggere.

Il mio blog letterario 

 

 

La cura - Battiato 

Sottovoce, per Stefano Benassi

Non ho mai detto il suo nome, quando è mancato. Era un senso di pudore profondo per il dolore e la morte. Non amo scrivere dei miei sentimenti profondi e lascio intuire, più che declamare la mia sofferenza.

Lui mi ha aiutata a scrivere "Basterà uno sguardo", ne ha seguito il progetto dall'idea alla stesura finale, con la pazienza di leggerlo un paio di volte e alcuni consigli sulla struttura. Poi le presentazioni del libro in pubblico. Due per l'esattezza. In verità ha fatto uscire la mia vena narrativa, ha fatto emergere il bisogno costante di scrivere per raccontare. So che non smetterò più, ed è merito suo.

Ora, con animo più sereno si può parlare di lui, raccontarlo, scrivere chi era.

riri52@leonardo.it

se interessa. Grazie comunque. Rita

P-S. Intendo dire che si sta facendo una raccolta di scritti dedicati a lui, chi avesse desiderio di partecipare mi può contattare o andare sul blog Cantodiluna di Stefania. Lì ci sono le coordinate. 

Il cielo d'Irlanda

La legge sempre meno uguale per tutti - La Digos contro i genitori

Siamo all'assurdo: i genitori che occupano le scuole per contestare la legge sui tagli vengono indagati e denunciati come delinquenti della peggior specie. Il motivi sono molto semplici:

1) votano ed esprimono un loro giudizio negativo sull'operato di questo Governo

2)hanno dei figli che sono fruitori dei tagli e della trasformazione della scuola e che sapranno vedere ciò che è cambiato

3) rovinano le strutture pubbliche

Mi domando: ma l'occupazione delle scuole non era un reato anche prima? Perchè hanno permesso che ogni anno scolastico ad ottobre sgli studenti occupassero scuole di ogni tipo per bivaccare, distruggere strutture e materiali?

Perchè non votavano? Perchè in qualche modo bisognava tenerli calmi? O perchè, come diceva qualcuno un'occupazione non si nega a nessuno?

Non ricordo tanta severità negli anni precedenti, anche durante l'altro governo della destra. Non ricordo interventi della Digos, che solitamente si occupa di mafia, terrorismo e delinquenza estrema. Ricordo pacche sulle spalle o un bonario : -Adesso andate a casa.- semmai sorridendo, da parte delle forze di polizia.

Con questo non penso che la Digos andava usata prima, ma che non va usata ora, che ormai non si può nemmeno esprimere il proprio dissenso, tra l'altro contro insulti ( la scuola è uno stupendificio) e morivazioni puramente economiche.

Chi non è nella scuola non si rende conto del gravissimo danno che si sta per fare. A cominciare dai voti, che ormai sono già in tanti quaderni e che non sono il giudizio, sono un altro metro di valutazione. Un quattro a un bambino di sei anni è un quattro e basta in una scala da uno a dieci. Manca tutta la pedagogia e la psicologia in quel piccolo numero rosso in basso a destra.

Bene fanno i genitori a manifestare il loro dissenso, perchè sono i loro figli, piccoli e grandi a rimetterci.

Per quelli che frequentano le scuole private è un'altra storia, più triste ed emarginata, io credo. Ribaltando il problema una scuola che non riesce ad amalgamare le diverse componenti sociali ( extracomunitari, diversamente abili , rom e italiani) è una scuola che non prepara alla vita, perchè il futuro è questo: una bella mescolanzza di razze, religioni, modi di vivere. Il crollo del mito americano ce lo insegna.

Il primo articolo del Resto del Carlino

Il secondo articolo del Resto del Carlino ( per non essere giudicata di parte)

Seminario di Scrittura Crativa con Cassini e Castellari a Bologna

Cantodiluna.splinder.com

Per chi, come me, ama scrivere racconti ecco un seminario di scrittura creativa che si tiene a Bologna per due sabati alla sede di Armonie.

I docenti saranno Maria Teresa Cassini e Alessandro Castellari, tra i fondatori della Associazione Calvino che per anni ha avuto una grande risonanza culturale a Bologna e altrove.

I corsi di scrittura creativa forse servono, forse no, dipende. Io ne frequento alcuni per diversi motivi: ho sempre nuovi stimoli per scrivere, incontro persone diverse ed interessanti nuove o consolidate e per acuni giorni mi allontano dalla realtà. Se vi par poco!

Sul sito di Stefania il Volantino da scaricare con il programma, gli orari e la sede.